Come gestire il diabete in ufficio o in smart working

Tra routine lavorative, tecnologia e cura di sé

Per chi vive con il diabete, la giornata lavorativa non è mai fatta solo di riunioni, scadenze e notifiche. Che si lavori in ufficio o da casa, alla scrivania si porta sempre anche un’altra agenda: quella della gestione della glicemia, dei pasti, dei farmaci, dell’attenzione costante ai segnali del corpo.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il diabete è una delle patologie croniche a più rapida crescita, con un impatto significativo sulla qualità della vita e sulla produttività lavorativa. Eppure, nella quotidianità professionale, la malattia resta spesso invisibile. Silenziosa. Gestita “tra una call e l’altra”.

Il lavoro non sospende la terapia

Il primo punto da chiarire è semplice: il diabete non va in pausa durante l’orario di lavoro. Che si tratti di diabete di tipo 1 o di tipo 2, il controllo glicemico richiede continuità. Studi pubblicati su riviste come Diabetes Care e The Lancet Diabetes & Endocrinology confermano che una gestione regolare durante la giornata compreso l’orario lavorativo  è associata a migliori valori di HbA1c e a una riduzione delle complicanze nel lungo periodo.

Negli ultimi anni, la tecnologia ha cambiato radicalmente questo scenario. 

I sistemi di monitoraggio continuo del glucosio (CGM) permettono oggi di controllare l’andamento della glicemia in tempo reale, spesso direttamente dallo smartphone o dallo smartwatch. Non è solo una questione di comodità: la letteratura scientifica mostra che questi strumenti migliorano l’aderenza alla terapia e riducono il rischio di ipoglicemie, anche in contesti lavorativi complessi.

Pause, pasti e piccoli accorgimenti che fanno la differenza

In ufficio come in smart working, l’organizzazione è una forma di cura.

Pianificare i pasti, non saltare le pause e avere sempre con sé uno spuntino o una fonte rapida di zuccheri non è un eccesso di zelo, ma prevenzione concreta.

Le linee guida delle principali società diabetologiche sottolineano l’importanza di pasti regolari e bilanciati, soprattutto durante giornate sedentarie.

Restare seduti per ore davanti a uno schermo, infatti, favorisce i picchi glicemici post-prandiali.

Anche brevi pause attive  alzarsi, camminare qualche minuto, fare stretching, possono migliorare la sensibilità insulinica, come dimostrano diversi studi sull’attività fisica “leggera ma frequente”.

Nel lavoro da remoto questo può essere più facile, ma anche più insidioso: l’assenza di orari rigidi può portare a mangiare in modo disordinato o a rimandare controlli importanti.

La flessibilità, in questo caso, funziona solo se accompagnata da una routine consapevole.

Il peso invisibile dello stress

C’è poi un aspetto meno visibile, ma altrettanto decisivo: lo stress lavorativo.

Carichi elevati, scarsa autonomia, riunioni continue e pressione sulle performance possono influenzare direttamente i livelli glicemici. La relazione tra stress, ormoni e controllo del glucosio è ben documentata in ambito scientifico, così come l’impatto negativo che un ambiente lavorativo poco flessibile può avere sull’autogestione del diabete.

Alcuni studi qualitativi mostrano come molte persone cerchino di “contenere” la malattia sul lavoro, rendendola il meno visibile possibile per paura di essere giudicate meno produttive. Ma il silenzio, spesso, aumenta il rischio.

Condividere anche solo con un responsabile o un collega fidato informazioni essenziali sul proprio diabete può migliorare la sicurezza e ridurre l’ansia.

In molti Paesi esistono anche tutele normative che prevedono accomodamenti ragionevoli, come pause aggiuntive o flessibilità oraria, proprio per garantire pari opportunità lavorative.

Lavorare bene significa anche prendersi cura di sé

Gestire il diabete in ufficio o in smart working non significa “fare tutto perfettamente”, ma trovare un equilibrio sostenibile tra lavoro e salute. Un equilibrio che passa dalla tecnologia, ma anche dall’ascolto del corpo, dall’organizzazione delle giornate e da una cultura lavorativa più consapevole.

Perché un lavoratore che può gestire serenamente la propria condizione cronica non è un problema da risolvere, ma una risorsa da valorizzare.

Il diabete, se gestito con gli strumenti giusti, non definisce i limiti di una carriera, ma solo la necessità di affrontarla con maggiore attenzione e intelligenza.

Casa Diabete - Milano

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Glicemia Alta? Ritrova il Tuo Equilibrio con Scelte Che Parlano al Tuo Corpo

Glicemia alta, un messaggio di vicinanza e supporto, tra tradizione, scienza e piccole attenzioni quotidiane

A volte la glicemia sembra una montagna russa che non abbiamo scelto di cavalcare.

La glicemia sale quando meno ce lo aspettiamo, scende quando vorremmo sentirci stabili, ci lascia stanchi, irritabili, confusi. Eppure il corpo non ci tradisce mai: ci parla, ci chiede ascolto, ci invita a rallentare e a prenderci cura di lui con gesti semplici, quotidiani, profondamente umani.

Ritrovare l’equilibrio non significa rinunciare al piacere del cibo o vivere con paura.

Significa imparare a scegliere ciò che ci fa bene.

I carboidrati non sono un nemico da combattere, ma un’energia da selezionare con consapevolezza, quando arrivano da cereali integrali, legumi, pane e pasta ricchi di fibre, la glicemia risponde con dolcezza, senza scatti improvvisi,  è come dare al corpo un ritmo più lento, più armonioso, più rispettoso.

Anche il modo in cui compiamo il gesto del mangiare può trasformare la nostra giornata, un piatto bilanciato, dove le verdure occupano metà dello spazio e il resto si divide tra proteine e carboidrati complessi, diventa un alleato silenzioso che lavora per noi.

Le fibre rallentano, le proteine sostengono, i carboidrati nutrono.

Tutto si muove insieme, come un’orchestra che suona in equilibrio.

E poi c’è il movimento, quel piccolo miracolo quotidiano che spesso sottovalutiamo.

Bastano dieci minuti dopo un pasto per cambiare la risposta del nostro corpo.

Una camminata lenta, un giro dell’isolato, qualche passo in casa, il glucosio trova finalmente una destinazione, i muscoli lo accolgono, la glicemia si abbassa con naturalezza. È un gesto semplice, quasi poetico, che restituisce potere e presenza.

I grassi buoni aggiungono un altro strato di cura

Un cucchiaio d’olio extravergine, qualche noce, un po’ di avocado sono piccoli abbracci nutritivi che rallentano l’assorbimento degli zuccheri e proteggono il cuore, non servono grandi quantità, basta la qualità.

E poi c’è lo stress, quel compagno invisibile che spesso guida la nostra glicemia più del cibo stesso.

Quando il respiro si accorcia e la mente corre, anche il corpo corre.

Fermarsi, inspirare profondamente, concedersi un momento di silenzio diventa un atto terapeutico, il cortisolo si abbassa, la glicemia segue, il corpo ringrazia.

L’acqua completa il quadro. Bere con regolarità aiuta i reni, sostiene il metabolismo, accompagna il glucosio fuori dal corpo quando è in eccesso. È un gesto semplice, ma potente.

E infine c’è l’ascolto. Monitorare la glicemia non è un obbligo, ma un dialogo.

Ogni valore racconta una storia, ogni oscillazione ci insegna qualcosa.

È un modo per conoscersi, per capire cosa ci fa bene davvero, per costruire un percorso su misura.

Ritrovare l’equilibrio glicemico non è una battaglia, è un ritorno a sé.

È scegliere ogni giorno un gesto di cura, un passo alla volta, senza fretta, senza perfezione.

È scoprire che il corpo, quando lo ascoltiamo, sa guidarci verso un benessere più stabile, più dolce, più nostro.

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Guidare con il Diabete: Strategie Pratiche e Scientificamente Fondate per Viaggiare in Sicurezza

Guidare è libertà, autonomia, quotidianità

Per chi vive con il diabete, però, mettersi al volante richiede qualche attenzione in più.

Non per limitarsi, ma per proteggersi.

Le oscillazioni glicemiche possono influire sui riflessi, sulla concentrazione e sulla capacità di reagire agli imprevisti.

La buona notizia è che con pochi accorgimenti  semplici, concreti e supportati dalla scienza  è possibile guidare in totale sicurezza.

Perché il diabete può influire sulla guida

Le linee guida italiane SID–AMD sottolineano che episodi di ipoglicemia possono compromettere attenzione, tempi di reazione e capacità decisionale. Anche l’iperglicemia marcata può causare stanchezza, visione offuscata e difficoltà di concentrazione.

Gli Standard of Care dell’American Diabetes Association confermano che la prevenzione dell’ipoglicemia è una priorità assoluta per chi svolge attività potenzialmente rischiose, come la guida.

Prima di metterti al volante: controlli essenziali

Prima di partire, prenditi un minuto per ascoltare il tuo corpo e verificare la tua glicemia.

È un gesto semplice che può evitare situazioni pericolose.

  • Le linee guida SID–AMD raccomandano un controllo glicemico prima di iniziare attività che richiedono attenzione prolungata, come la guida.

  • Se utilizzi un sensore CGM, verifica la freccia di tendenza: non conta solo il valore, ma anche la direzione.

Soglia consigliata per guidare in sicurezza: Le principali società scientifiche concordano che è prudente evitare la guida con valori inferiori a 90 mg/dl, soprattutto se la glicemia sta scendendo.

Durante la guida: come prevenire cali o picchi

La prevenzione è la tua migliore alleata.

  • Porta sempre con te una fonte di carboidrati a rapido assorbimento (come succo di frutta o glucosio).

  • Programma pause ogni 2 ore per controllare la glicemia, soprattutto nei viaggi lunghi.

  • Se avverti sintomi di ipoglicemia, tremori, sudorazione, confusione, accosta immediatamente e tratta il calo prima di ripartire.

Le raccomandazioni ADA ricordano che chi ha avuto episodi di ipoglicemia severa deve prestare particolare attenzione durante la guida e adottare strategie preventive più rigorose.

Farmaci e guida: cosa sapere

Alcuni farmaci possono aumentare il rischio di ipoglicemia, come le sulfaniluree o l’insulina.

Le linee guida SID–AMD evidenziano che la terapia deve essere personalizzata anche in base allo stile di vita e alle attività quotidiane, inclusa la guida.

Tecnologia a supporto del guidatore

Gli Standard ADA 2026 sottolineano l’importanza crescente dei sistemi CGM e dei microinfusori per ridurre il rischio di ipoglicemia e migliorare la sicurezza nelle attività quotidiane.

Se usi un sensore attiva gli allarmi per ipoglicemia,  controlla la tendenza prima di partire, evita di guidare se la freccia indica un rapido calo

Se utilizzi farmaci che possono causare cali glicemici, controlla più spesso la glicemia, porta sempre con te carboidrati rapidi, valuta con il medico eventuali aggiustamenti terapeutici.

Quando NON dovresti guidare

È consigliabile evitare la guida se:

  • hai avuto un episodio di ipoglicemia severa nelle ultime 24 ore

  • la glicemia è sotto 90 mg/dl e sta scendendo

  • hai sintomi neurologici (confusione, difficoltà visive, tremori)

  • sei molto stanco o disidratato

  • hai un’infezione o febbre che altera il controllo glicemico

Queste indicazioni sono coerenti con le raccomandazioni cliniche ADA e SID–AMD sulla sicurezza nelle attività quotidiane.

Consigli pratici per viaggiare sereni
  • Tieni un kit d’emergenza in auto con glucosio, acqua, snack e misuratore.

  • Evita pasti molto ricchi di carboidrati prima di guidare.

  • Preferisci pasti bilanciati che mantengono la glicemia stabile.

  • Se viaggi da solo, informa una persona di fiducia del tuo percorso.

  • Se usi il CGM, controlla che il telefono o il ricevitore siano carichi.

Guidare con il diabete non è un rischio inevitabile: è una responsabilità che si può gestire con consapevolezza, preparazione e ascolto del proprio corpo.

Le evidenze scientifiche sono chiare: prevenire l’ipoglicemia, monitorare la glicemia e adottare strategie semplici permette di viaggiare in sicurezza con il diabete grazie a una checklist essenziale.

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Pulizia Sicura di Microinfusore e Trasmettitore: Guida Scientifica per Proteggere la Tua Tecnologia

Una corretta pulizia non è un dettaglio estetico: è parte integrante della terapia

La terapia con microinfusore e i sistemi di monitoraggio continuo della glicemia (CGM) sono strumenti fondamentali per migliorare il controllo metabolico e ridurre la variabilità glicemica.

Le linee guida regionali e i documenti di consenso scientifici sottolineano l’importanza della corretta gestione quotidiana di questi dispositivi, non solo per garantirne l’efficacia, ma anche per preservarne la durata e prevenire infezioni cutanee.

Perché la pulizia è importante secondo la letteratura scientifica

Le linee di indirizzo regionali sui microinfusori evidenziano che la terapia CSII (Continuous Subcutaneous Insulin Infusion) richiede attenzione costante alla cura del sito di infusione e alla manutenzione del dispositivo, per evitare infezioni, malfunzionamenti e interruzioni della somministrazione di insulina.

Il documento di consenso AMD–SID ricorda che la terapia con microinfusore è efficace solo se accompagnata da una gestione corretta del dispositivo, inclusa la cura dell’hardware e dei componenti esterni.

Come pulire il microinfusore in modo corretto

La pulizia del microinfusore deve essere semplice, delicata e regolare. Le raccomandazioni generali, coerenti con le indicazioni dei produttori e con i documenti scientifici sulla gestione dei dispositivi, includono:

1. Spegni o scollega il dispositivo prima della pulizia

Per evitare attivazioni accidentali o danni ai circuiti.

2. Usa solo panni morbidi e detergenti non aggressivi

Le linee guida regionali sottolineano l’importanza di preservare l’integrità dei dispositivi, evitando sostanze che possano danneggiare la plastica o le superfici sensibili.

Materiali consigliati ed evitati per la pulizia del dispositivo
CategoriaMateriali / ProdottiNote utili
ConsigliatiPanno in microfibra leggermente inumiditoDelicato sulle superfici, non graffia
 Acqua tiepidaSicura per la pulizia esterna, non usare in eccesso
 Detergenti neutri non abrasiviNon danneggiano plastica e componenti sensibili
Da evitareAlcol puroPuò rovinare le superfici e compromettere i materiali
 SolventiRischio di danneggiamento dei componenti elettronici
 Spray direttamente sul dispositivoL’umidità può infiltrarsi e causare malfunzionamenti
 

Queste sostanze possono danneggiare i materiali e compromettere la sicurezza.

3. Pulisci con movimenti delicati

Non strofinare con forza: i microinfusori contengono componenti sensibili.

4. Asciuga completamente prima di riutilizzarlo

L’umidità può interferire con i contatti elettrici e con il funzionamento dei pulsanti.

Come pulire il trasmettitore del sensore CGM

Il trasmettitore è un componente elettronico delicato.

Le linee guida regionali sui sistemi di monitoraggio continuo ricordano che questi dispositivi devono essere mantenuti integri e puliti per garantire una trasmissione stabile dei dati glicemici.

1. Rimuovi il trasmettitore solo quando previsto

Non va staccato ogni giorno, ma solo quando il sensore viene sostituito.

2. Usa un panno leggermente umido

Mai immergere il trasmettitore in acqua.

3. Evita prodotti aggressivi

Come per il microinfusore, niente alcol puro o solventi.

4. Controlla periodicamente la presenza di residui

Creme, sudore o adesivi possono accumularsi e ridurre l’aderenza o la qualità del segnale.

Cura del sito di infusione: parte essenziale della pulizia

I documenti di consenso AMD–SID sottolineano che la cura del sito di infusione è fondamentale per prevenire infezioni e garantire un assorbimento ottimale dell’insulina.

Le raccomandazioni includono:

  • pulire la pelle con soluzione antisettica prima dell’inserzione

  • ruotare regolarmente i siti

  • controllare arrossamenti o irritazioni

Errori da evitare secondo le linee guida

Le linee di indirizzo regionali e i documenti di consenso scientifici concordano su alcuni errori comuni da evitare:

  • usare alcol o solventi sul dispositivo

  • immergere microinfusore o trasmettitore in acqua

  • pulire con panni abrasivi

  • ignorare residui di adesivi o sporco

  • trascurare la cura del sito di infusione

La pulizia del microinfusore e del trasmettitore non è un dettaglio tecnico, ma una parte essenziale della terapia.

Le evidenze scientifiche e le linee guida regionali confermano che una corretta manutenzione, riduce il rischio di infezioni, preserva la durata del dispositivo, migliora l’affidabilità della terapia, contribuisce a un controllo glicemico più stabile.

Prendersi cura della propria tecnologia significa prendersi cura della propria salute.

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Vivere Meglio con il Diabete: Strategie Quotidiane Fondate sulla Scienza

Vivere con il diabete non significa rinunciare alla qualità della vita, ma imparare a conoscerla più a fondo

Significa ascoltare il proprio corpo, comprendere i segnali, e adottare scelte consapevoli che migliorano il benessere nel tempo. Non si tratta solo di tenere sotto controllo la glicemia, ma di riconoscere i propri fattori di rischio e promuovere uno stile di vita che protegga cuore, reni, vista e mente.

Ogni anno, il 14 novembre, la Giornata Mondiale del Diabete ci ricorda quanto questa condizione sia diffusa e in crescita. In Italia, si stima che oltre 4 milioni di persone convivano con il diabete diagnosticato, pari al 6,2% della popolazione, a cui si aggiunge almeno un milione e mezzo di casi non ancora identificati.

Il diabete è spesso associato ad altre patologie croniche come l’obesità e l’ipertensione, e può portare a complicanze serie come malattie cardiovascolari, nefropatie, neuropatie e retinopatie. Ma la gestione consapevole può fare la differenza.

Monitorare la glicemia… e non solo

Il controllo della glicemia è il primo passo. Nei soggetti diabetici, l’insulina  l’ormone che regola il metabolismo degli zuccheri può essere carente o inefficace, lasciando il glucosio libero di accumularsi nel sangue.

Questo squilibrio, se non gestito, aumenta il rischio di danni vascolari e cardiaci.

Ma non basta. Anche la pressione arteriosa va monitorata con attenzione: mantenerla intorno ai 120/80 mmHg è fondamentale, perché l’ipertensione è un fattore di rischio comune e pericoloso per chi ha il diabete.

Prendersi cura dell’alimentazione è uno dei primi passi.

Non si tratta di rinunciare, ma di scegliere ciò che sostiene il corpo invece di affaticarlo.

I carboidrati integrali, le verdure ricche di fibre, le proteine magre e i grassi buoni aiutano a mantenere la glicemia più stabile e a evitare quei picchi che fanno sentire stanchi e senza energia.

È un modo per dare al corpo un ritmo più armonioso, per nutrirlo senza sovraccaricarlo.

Leggere le etichette: un gesto di consapevolezza

Mangiare in modo consapevole significa andare oltre le scritte in evidenza.

Le etichette alimentari raccontano molto: dagli ingredienti agli zuccheri nascosti, dai grassi saturi al sodio.

Riconoscere i nomi alternativi dello zucchero come glucosio, maltosio, sciroppo di fruttosio aiuta a limitarne l’assunzione. Controllare la quantità totale di zuccheri e grassi saturi è fondamentale per proteggere la salute cardiovascolare e mantenere la glicemia sotto controllo.

Anche il movimento diventa un alleato silenzioso. Non serve correre o fare sforzi estremi: basta camminare un po’ ogni giorno, magari dopo i pasti, per aiutare i muscoli a utilizzare il glucosio in eccesso.

La ricerca scientifica lo conferma: anche pochi minuti di attività costante migliorano la sensibilità all’insulina e rendono la gestione del diabete più semplice e naturale. È come dire al corpo “ti accompagno”, invece di lasciarlo affrontare tutto da solo.

L’attività fisica è una terapia silenziosa ma potentissima. Restare attivi durante la giornata migliora la sensibilità insulinica, accelera il metabolismo e aiuta a gestire meglio la glicemia.

Anche piccoli gesti una camminata nelle pause, qualche esercizio di stretching, scegliere le scale  contribuiscono a costruire un equilibrio metabolico più stabile.

 
Gestione dello stress: il cortisolo influisce sulla glicemia

Lo stress cronico può aumentare la glicemia attraverso la produzione di cortisolo.

Le strategie raccomandate includono:

  • tecniche di respirazione profonda

  • meditazione o mindfulness

  • sonno regolare e di qualità

  • attività rilassanti come lettura, musica o hobby creativi

La gestione dello stress è parte integrante del trattamento, secondo le raccomandazioni SID–AMD.

Terapia farmacologica: personalizzazione e monitoraggio

Le linee guida 2025 enfatizzano la personalizzazione della terapia in base all’età, comorbidità, rischio cardiovascolare, preferenze del paziente

I farmaci raccomandati includono:

  • Metformina come prima linea

  • GLP-1 RA e SGLT-2i per pazienti con rischio cardiovascolare

  • Insulina in caso di scompenso glicemico persistente

Il monitoraggio continuo della glicemia (CGM) è sempre più raccomandato per migliorare l’aderenza e ridurre la variabilità glicemica.

 
Controlli regolari: prevenzione delle complicanze

Le linee guida SID–AMD raccomandano:

  • esami del sangue ogni 3–6 mesi

  • controllo della pressione arteriosa

  • monitoraggio della funzione renale

  • visita oculistica annuale

  • esame del piede almeno una volta l’anno

La prevenzione delle complicanze è un pilastro della gestione del diabete.

Educazione terapeutica: il paziente al centro

L’educazione terapeutica è considerata un intervento clinico a tutti gli effetti. Le linee guida sottolineano l’importanza di:

  • conoscere il significato dei valori glicemici

  • saper gestire l’ipoglicemia

  • comprendere l’effetto degli alimenti

  • sapere quando e come modificare la terapia

Il diabete non è mai isolato. Spesso si accompagna ad altre alterazioni metaboliche che richiedono un approccio multidisciplinare.

Le modifiche allo stile di vita sono il primo passo, ma in alcuni casi è utile coinvolgere specialisti per costruire un piano personalizzato, che tenga conto di tutte le variabili: alimentazione, attività fisica, terapia farmacologica, monitoraggio e supporto psicologico.

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Buone feste da Casa Diabete, Milano

Un messaggio di vicinanza e supporto, tra tradizione, scienza e piccole attenzioni quotidiane

Le feste, a Milano come ovunque, profumano di casa e di piatti che raccontano storie.

A Casa Diabete vogliamo starti vicino proprio adesso, quando la tavola si fa più ricca, gli orari più elastici, le emozioni più vive.

Questo è un augurio, ma anche una carezza concreta: suggerimenti semplici, fondati sulle evidenze, per attraversare con serenità pranzi, brindisi e spostamenti.

La nostra ricetta è quella di sempre, equilibrio, ascolto, misura; perché la tradizione è un ponte sicuro quando la si attraversa con consapevolezza.

Il cuore dell’augurio

Che tu viva il primo Natale dopo la diagnosi o il quarantesimo, che tu gestisca il diabete con alimentazione e movimento o con terapie complesse, qui hai una comunità. A Casa Diabete trovi ascolto, materiali utili, indicazioni pratiche, un linguaggio chiaro. Nessuno fa festa da solo se sa dove bussare.

A tavola con gusto e misura

La saggezza popolare non sbaglia, assaggia tutto, esagera con niente.

Le evidenze concordano: controllare le porzioni aiuta la glicemia, misurare un po’ più spesso intorno ai pasti aumenta la consapevolezza, bere acqua sostiene l’equilibrio, iniziare dai vegetali favorisce sazietà e un assorbimento degli zuccheri più graduale.

Sono consigli ribaditi dalle società scientifiche e dai centri clinici, utili proprio nei giorni di festa. 

Una nota su dolci, frutta secca e condimenti, scegli quantità piccole, privilegia l’olio extravergine d’oliva a crudo, limita sale e alcol; il sapore non sta nel surplus, ma nell’armonia.

Il ritmo conta

Saltare i pasti “per compensare” è un trucco che non funziona, meglio piccoli spuntini ragionati se i pranzi slittano, per arrivare a tavola con fame giusta e glicemia più stabile.

Programmare gli orari, anche in vacanza, è un atto di cura verso di sé. 

Movimento, il regalo che non si scarta

Tra una tombolata e un panettone, una passeggiata resta il gesto più antico e più moderno che ci sia. Le raccomandazioni internazionali ricordano che 150, fino a 300 minuti a settimana di attività fisica moderata portano benefici importanti; tradotto, mezz’ora al giorno quasi tutti i giorni, una camminata svelta, qualche rampa di scale, piccoli esercizi di forza due volte a settimana.

Anche durante le feste, il corpo ringrazia. 

Piccoli promemoria “sick day”, perché l’inverno ha i suoi imprevisti

Una febbre, un’influenza, un malessere possono alzare la glicemia.

Tieni a portata di mano un piano “giorni di malattia”, concordato con il team curante: controlli glicemici e chetonici più frequenti secondo lo schema personale, idratazione, carboidrati “di sicurezza” se serve, attenzione ai farmaci che in acuto vanno gestiti con cura.

Le raccomandazioni internazionali sottolineano l’importanza del monitoraggio e dell’adattamento della terapia nei giorni no; prepararsi prima significa affrontarli meglio. 

Viaggi e spostamenti, l’arte di fare la valigia giusta

Se parti, prepara un kit ordinato, dispositivi e sensori di scorta, penne, aghi, strisce, batterie, un certificato sintetico delle terapie, snack a basso indice glicemico.

Pianificare non toglie poesia al viaggio, la aggiunge.

Le stesse indicazioni di misura a tavola e attenzione agli orari valgono in treno come a tavola dalla nonna. 

Tradizione milanese, sapori che sanno di casa

Il panettone merita un posto in prima fila, ma non in prima porzione.

Una fetta piccola, gustata con calma, inserita nel conteggio dei carboidrati, magari dopo una porzione generosa di verdure e una camminata, può diventare un piacere compatibile.

Anche il brindisi, meglio leggero, meglio poco. Misura non vuol dire rinuncia, vuol dire scegliere.

La nostra vicinanza, ogni giorno dell’anno

Casa Diabete è un luogo reale e digitale dove tornare quando serve una risposta o solo una parola gentile.

Siamo a Milano, ma soprattutto siamo dove sei tu, con materiali pratici, percorsi educativi, aggiornamenti, numeri da chiamare.

Se ti va, scrivici come stai vivendo le feste, cosa funziona per te, cosa vorresti migliorare.

Dalle storie nascono buone pratiche che aiutano tutti.

Un pensiero a chi fa più fatica

Le feste possono amplificare la solitudine o la preoccupazione.

Se attraversi un momento complicato, parlane con il tuo medico, con il centro diabetologico, con la nostra comunità. Chiedere aiuto è un gesto di forza.

Prendersi il tempo per sé è un modo per voler bene anche a chi ci sta vicino.

In sintesi, il nostro vademecum per giorni sereni

  1. Rispetta, per quanto possibile, i tuoi orari, con spuntini intelligenti se i pasti slittano.
  2. Misura la glicemia un po’ più spesso attorno ai pasti festivi, per conoscersi meglio.
  3. Scegli porzioni piccole, verdure in apertura, acqua a volontà, condimenti semplici.
  4. Regala al corpo movimento quotidiano, anche breve, costante e alla tua portata.
  5. Tieni pronto un piano “sick day” concordato, per gestire influenza e imprevisti. 

Con questi cinque passi, le feste tornano ad essere quello che devono essere, tempo donato, luce calda, memoria buona. Da tutti noi, un augurio sincero, che la serenità non sia un attimo ma un’abitudine.

Il Direttore Professor Paolo Fiorina

Utili

Cos’è una community di pazienti con diabete?

Un gruppo organizzato di persone con diabete, familiari e professionisti che condividono esperienze, informazioni affidabili e supporto pratico.

A chi è rivolta?

Ad adulti, giovani e caregiver, con percorsi dedicati per bisogni diversi (nuova diagnosi, tecnologia, nutrizione, attività fisica, benessere mentale).

Quali vantaggi offre?

Supporto emotivo, aderenza terapeutica più solida, apprendimento tra pari, contrasto alle fake news, advocacy verso istituzioni.

Come partecipare a Milano?

Iscriviti a un incontro informativo, entra nel gruppo online, scegli il tuo percorso tematico e partecipa agli incontri ibridi.

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