Ipoglicemia: il nuovo kit di primo soccorso raccomandato dall’ADA
L’ipoglicemia è una delle situazioni che più possono preoccupare chi vive con il diabete, soprattutto quando viene trattata con insulina o con farmaci che possono aumentare il rischio di una riduzione eccessiva della glicemia.
Tremori, sudorazione, fame improvvisa, palpitazioni, debolezza, difficoltà di concentrazione e confusione sono alcuni dei segnali con cui il corpo può avvertire che la glicemia sta scendendo.
Nella maggior parte dei casi un’ipoglicemia viene riconosciuta e trattata rapidamente, ma quando la persona non riesce più a gestirsi autonomamente, non può assumere carboidrati per bocca o perde conoscenza, la situazione cambia: si parla di ipoglicemia grave, un’emergenza che richiede l’intervento di un’altra persona.
È proprio in questo scenario che le raccomandazioni dell’American Diabetes Association (ADA) hanno dato particolare importanza alla disponibilità del glucagone, preferibilmente in una formulazione pronta all’uso.
Che cos’è l’ipoglicemia?
Per l’ADA, si parla di ipoglicemia quando la glicemia scende al di sotto di 70 mg/dL (3,9 mmol/L). Un valore inferiore a 54 mg/dL (3,0 mmol/L) identifica invece un livello di ipoglicemia clinicamente significativo, associato a un maggiore rischio di conseguenze.
L’ipoglicemia può manifestarsi in modo diverso da persona a persona.
All’inizio possono comparire tremori, sudorazione, fame, irritabilità, tachicardia, debolezza o sensazione di ansia.
Se la glicemia continua a diminuire possono comparire difficoltà a pensare con chiarezza, alterazioni del comportamento, confusione, difficoltà a parlare, perdita di coscienza o convulsioni.
Un aspetto importante è che, dopo episodi ripetuti di ipoglicemia, alcune persone possono sviluppare una ridotta percezione dei sintomi. Per questo motivo non è sufficiente sapere come trattare una crisi: è altrettanto importante discutere con il proprio team diabetologico la prevenzione degli episodi ricorrenti.
Quando l’ipoglicemia diventa un’emergenza?
Quando la persona è cosciente e riesce a deglutire in sicurezza, una glicemia bassa può generalmente essere trattata assumendo una quantità adeguata di carboidrati a rapido assorbimento.
Una delle strategie utilizzate è la cosiddetta regola del 15-15: assumere circa 15 grammi di carboidrati, attendere 15 minuti e ricontrollare la glicemia, ripetendo il trattamento se necessario secondo le indicazioni ricevute dal proprio medico.
La situazione è diversa quando la persona:
- non riesce a deglutire;
- presenta una marcata alterazione dello stato di coscienza;
- è confusa al punto da non riuscire a gestire autonomamente l’episodio;
- perde conoscenza;
- presenta convulsioni;
- non risponde al trattamento abituale.
In questi casi non bisogna somministrare cibo o bevande per bocca, perché esiste il rischio che vengano aspirati nelle vie respiratorie.
È in questa situazione che il glucagone può rappresentare un trattamento salvavita.
Il glucagone: perché dovrebbe far parte del kit personale?
Il glucagone è un ormone che stimola il fegato a rilasciare nel sangue il glucosio immagazzinato sotto forma di glicogeno, contribuendo così ad aumentare rapidamente la glicemia.
L’ADA raccomanda che le persone a rischio di ipoglicemia grave abbiano a disposizione il glucagone e sottolinea la preferenza per le formulazioni ready-to-use, cioè già pronte per essere utilizzate.
Il motivo è molto pratico: durante una grave ipoglicemia non è detto che la persona interessata sia in grado di preparare e somministrare autonomamente il farmaco. Spesso sarà un familiare, un collega, un insegnante, un amico o un’altra persona presente in quel momento a dover intervenire.
Ridurre i passaggi necessari alla somministrazione può quindi facilitare l’intervento in una situazione di emergenza.
Il glucagone non è più soltanto il vecchio kit da ricostituire
Per molti anni il glucagone è stato disponibile principalmente in kit che richiedevano la preparazione della soluzione prima dell’iniezione.
Oggi esistono anche formulazioni più semplici da utilizzare, tra cui:
glucagone nasale in polvere, che viene somministrato attraverso una narice senza necessità di iniezione;
glucagone in formulazioni iniettabili pronte all’uso, contenute in dispositivi che non richiedono la tradizionale ricostituzione immediatamente prima della somministrazione.
L’ADA considera le formulazioni pronte all’uso una scelta preferibile per la gestione dell’ipoglicemia grave.
La disponibilità e le indicazioni dei singoli medicinali possono però variare in funzione del Paese e delle autorizzazioni locali. La scelta della formulazione deve quindi essere discussa con il proprio medico o diabetologo.
Come dovrebbe essere organizzato il kit per l’ipoglicemia?
L’idea più utile non è pensare soltanto alla confezione del glucagone, ma creare un piccolo kit personale per l’ipoglicemia, facilmente riconoscibile e accessibile.
Secondo i materiali educativi dell’ADA, questo kit può comprendere:
- compresse o gel di glucosio;
- una fonte di carboidrati a rapido assorbimento;
- glucagone;
- dispositivo per la misurazione della glicemia, se utilizzato;
- eventualmente il necessario per il monitoraggio continuo della glicemia, secondo il proprio trattamento.
Il glucagone dovrebbe essere conservato in modo appropriato, controllando periodicamente la data di scadenza.
L’ADA raccomanda inoltre che le persone vicine al paziente sappiano dove viene conservato e come utilizzarlo.
Questo ultimo punto è fondamentale. Avere il glucagone in casa o nello zaino non è sufficiente se, in caso di emergenza, nessuno sa dove trovarlo o come somministrarlo.
La parte più importante del kit sono le persone che lo conoscono
Una delle novità più interessanti dell’approccio proposto dall’ADA non riguarda soltanto il farmaco, ma il modo in cui viene organizzata la gestione dell’emergenza.
Il paziente dovrebbe infatti coinvolgere le persone che frequentano abitualmente i suoi ambienti: familiari, partner, amici, colleghi di lavoro o altre persone di fiducia.
È utile spiegare loro che cosa sia un’ipoglicemia grave, quali segnali osservare e soprattutto quando utilizzare il glucagone.
L’ADA sottolinea che non è necessario avere una formazione sanitaria per poter essere istruiti alla somministrazione del glucagone nelle formulazioni più semplici.
Una breve preparazione preventiva può fare una differenza importante nel momento in cui la persona con diabete non sia più in grado di intervenire autonomamente.
Cosa fare davanti a una grave ipoglicemia?
Se una persona con diabete è incosciente, presenta convulsioni o non riesce a deglutire in sicurezza, non bisogna darle cibo, bevande o zuccheri per bocca.
Se il glucagone è disponibile e la persona è stata istruita al suo utilizzo, deve essere somministrato seguendo le istruzioni specifiche del dispositivo e del medico.
Nel caso del glucagone nasale, per esempio, l’ADA indica che può essere somministrato anche a una persona incosciente. Dopo la somministrazione è opportuno posizionare la persona su un fianco, perché il vomito può verificarsi e comportare il rischio di soffocamento. In caso di emergenza grave deve essere attivato il soccorso sanitario.
È importante ricordare che le modalità operative possono differire tra i diversi prodotti. Per questo motivo bisogna conoscere esattamente il dispositivo che si possiede, leggere le istruzioni del produttore e ricevere indicazioni dal proprio professionista sanitario.
Chi dovrebbe parlare con il diabetologo del glucagone?
Il tema riguarda soprattutto le persone che presentano un rischio significativo di ipoglicemia grave.
L’ADA richiama in particolare l’attenzione sulle persone trattate con insulina o farmaci che possono causare ipoglicemia, oltre a chi abbia già avuto episodi importanti o presenti altri fattori di rischio.
Questo non significa però che ogni persona con diabete debba necessariamente utilizzare il glucagone. La necessità di averlo a disposizione deve essere valutata individualmente insieme al proprio medico.
È quindi utile inserire una domanda molto semplice nella prossima visita diabetologica:
“Nel mio caso è opportuno avere un glucagone di emergenza?”
Se la risposta è sì, è altrettanto importante chiedere quale formulazione sia più adatta e far vedere a familiari o persone di fiducia come utilizzarla.
Non aspettare l’emergenza per prepararsi
L’ipoglicemia grave è una situazione nella quale il tempo e la semplicità dell’intervento possono essere importanti.
Per questo la preparazione dovrebbe avvenire quando si sta bene, non durante l’emergenza.
Il proprio piano può essere molto semplice: sapere quali sono i propri sintomi abituali, avere a disposizione carboidrati a rapido assorbimento, sapere dove si trova il glucagone, controllarne periodicamente la scadenza e insegnare alle persone vicine come intervenire.
Anche chi utilizza un sistema di monitoraggio continuo della glicemia può trarre beneficio da un piano di emergenza condiviso con le persone che lo circondano.
Un piccolo kit, un grande cambiamento nella sicurezza
La raccomandazione dell’ADA sul glucagone pronto all’uso si inserisce in un cambiamento più ampio nel modo di affrontare l’ipoglicemia: non limitarsi a trattare l’episodio quando si verifica, ma prepararsi in anticipo alla possibilità che la persona non sia in grado di intervenire da sola.
Il kit personale per l’ipoglicemia diventa così uno strumento di prevenzione e sicurezza: zuccheri a rapido assorbimento per gli episodi che possono essere trattati autonomamente e glucagone per le emergenze più gravi, insieme a un piano chiaro e condiviso con chi può trovarsi accanto alla persona con diabete.
La raccomandazione più importante, tuttavia, rimane individuale: parlare con il proprio diabetologo per valutare il rischio di ipoglicemia e stabilire se sia indicato avere a disposizione il glucagone e quale formulazione utilizzare.
Riferimenti scientifici
American Diabetes Association Professional Practice Committee for Diabetes. 6. Glycemic Goals, Hypoglycemia, and Hyperglycemic Crises: Standards of Care in Diabetes—2026. Diabetes Care. 2026;49(Suppl. 1). DOI: 10.2337/dc26-S006.
American Diabetes Association Professional Practice Committee for Diabetes. 9. Pharmacologic Approaches to Glycemic Treatment: Standards of Care in Diabetes—2026. Diabetes Care. 2026;49(Suppl. 1). DOI: 10.2337/dc26-S009.
American Diabetes Association. How to Use Glucagon. Informazioni per pazienti sulle formulazioni e sull’utilizzo del glucagone.
American Diabetes Association. Severe Hypoglycemia. Informazioni per pazienti sulla gestione dell’ipoglicemia grave e sul ruolo del glucagone.
American Diabetes Association. What to Know with a Low – Patient Guide. Materiale educativo sull’ipoglicemia e sulla preparazione del kit di emergenza.



